La “social card”: il consuntivo della vecchia e le finalità della nuova
Debutta la nuova carta acquisti varata con il decreto mille proroghe.
L'articolo 2 quater del mille proroghe già approvato dal Senato e ora all’esame della Camera, ha introdotto la sperimentazione della nuova social card, ma non ha abolito la vecchia carta acquisti, caricata dallo Stato con 40 euro al mese da usare per la spesa alimentare e per pagare le bollette e distribuita a 734mila anziani e famiglie con bambini sotto i tre anni, da dicembre 2008 a dicembre 2010. I due sistemi, dunque, coesisteranno: chi ha i requisiti, può continuare a chiedere la vecchia carta.
Va al riguardo fatto notare che la vecchia carta acquisti non ha raggiunto il previsto numero di famiglie (1 milione e trecentomila), tant’è che il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito ha dichiarato in Parlamento che "a fronte delle erogazioni già effettuate alla data del 31 dicembre 2010 restano disponibili risorse per un ammontare complessivo di circa 680 milioni di euro che al netto della somma di circa 193 milioni di euro residua della donazione destinata esclusivamente ai beneficiari della Carta Acquisti utilizzatori di gas naturale o GPL, portano gli stanziamenti complessivi ancora disponibili a 487 milioni di euro.
Il bilancio della prima edizione della carta acquisti per il periodo dicembre 2008 - dicembre 2010 fa registrare i seguenti dati:
beneficiari: 734mila persone di cui 386 mila anziani over 65 e 348 bambini fino a 3 anni di età;
fondi erogati: 500milioni di cui spesi 475milioni;
requisiti richiesti: il richiedente deve essere un anziano ultrasessantacinquenne o una famiglia con figli sotto i 3 anni che hanno un Isee inferiore a 6.235 euro e un patrimonio mobiliare non superiore a 15mila euro;
gli anziani fino a 69 anni devono avere una pensione che arriva al massimo a 6.235 euro all'anno. Oltre i 70 anni di età, la pensione può raggiungere 8.313 euro.
La nuova carta acquisti sarà caratterizzata dalla circostanza che la sua distribuzione sarà affidata a quelli che il mille proroghe definisce «enti caritativi» e i destinatari della carta saranno le persone «in condizione di bisogno».
In particolare l'obiettivo della nuova sperimentazione è raggiungere anche le persone senza fissa dimora delle grandi città, escluse dalla vecchia social card perché prive della documentazione necessaria.
La carta acquisti dovrebbe rappresentare, per queste persone, l'occasione per la presa in carico da parte degli enti non profit e dei servizi sociali del comune, e l'infrastruttura attraverso cui potranno passare anche altri servizi.
Ai comuni spetterà l'accreditamento a livello locale degli enti beneficiari, l'eventuale integrazione dei fondi accreditati dallo Stato sulle carte e la valutazione della presa in carico dei soggetti bisognosi da parte degli enti non profit.
La sperimentazione riguarda le città con più di 250mila abitanti, secondo lo schema delle aree metropolitane: ci saranno dunque Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e probabilmente Palermo o Catania.
Ci saranno due sistemi di accreditamento per gli enti, uno nazionale, destinato alle associazioni maggiori, e uno comunale, per le piccole realtà locali.
Il ministero conta di poter concludere la fase della selezione degli enti in tempi brevi, dopo l'emanazione del decreto attuativo (che dovrà avvenire 30 giorni dopo l'entrata in vigore della legge di conversione del Dl mille proroghe).
