




Il Cupla toscano aggiorna il protocollo di intesa con la Regione.
“patti politici”, ma soprattutto “patti operativi concreti” con i quali la Regione Toscana affida al sindacato pensionati ed “alle sue Organizzazioni di riferimento ed alle loro strutture di servizi”
compiti di collaborazione che li qualificano quali “organi” del Sistema Sanitario regionale.
Introduzione, (a cura di Piero Melandri, coordinatore Fipac toscana):
Questo protocollo riprende ed approfondisce il precedente del 2004.
Approfondisce nel senso che individua in modo più concreto sia le cose condivise, sia le possibili azioni da fare da parte del “pubblico” insieme al sindacato: in particolare la formazione e la informazione e, in modo assolutamente determinato, la nostra partecipazione e funzione nei Comitati di Partecipazione delle Società della Salute ed in tutte le Zone Distretto anche in assenza delle SdS.
Era il nostro obiettivo di “aggiornamento”, e l’occasione della nuova Giunta regionale e del nuovo Assessore alla Salute ha dato concretezza ai lavori già avviati con la precedente Amministrazione.
I contenuti del testo che segue, a parte alcune “azioni” gestibili a livello regionale, hanno un significativo peso politico ed organizzativo, ma rimarrebbero abbastanza teorici se non trovassero applicazione da parte del sindacato e delle Amministrazioni locali a livello del territorio, ovvero là dove “si opera in concreto la Sanità ed il Sociale”, in termini di servizi, di iniziative, di informazione ed educazione della cittadinanza; comprendendo ed integrando in questo anche i servizi delle Confesercenti: dal Patronato, al Caf, alle nostre pubblicazioni. In tale senso il protocollo contiene precise “intenzioni e raccomandazioni”.
Questo rende necessario proporre e stipulare a livello locale (Società della Salute, ASL, Sindaci, ecc.) protocolli “derivati” da quello regionale e che ne consacrino (in quanto sottoscritti con le amministrazioni locali) valori, contenuti ed accordi operativi. Insieme, vi è un lavoro da fare per sensibilizzare al meglio le nostre organizzazioni di riferimento ed i loro servizi per mettere le gambe agli accordi e trarne, anche, gli indubbi vantaggi sindacali.
Il Cupla regionale nel suo insieme è a totale disposizione dei sindacati provinciali per arrivare a tali stipule, sia per la preparazione dei documenti che per eventuali “accompagnamenti” agli incontri: facciamo riunioni sindacali di preparazione e poi affrontiamo l’iter con le Amministrazioni.
Intanto leggiamo il testo del protocollo con le prime annotazioni del sindacato (in corsivo rosso) per valutarne appieno la portata e le potenzialità:
PROTOCOLLO DI INTESA TRA LA REGIONE TOSCANA- ASSESSORATO DIRITTO ALLA SALUTE E LE ORGANIZZAZIONI DEI PENSIONATI COORDINATE NEL CUPLA
La Regione Toscana riconosce al Cupla, quale momento di coordinamento tra le organizzazioni dei pensionati dei settori del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura anche per la sua funzione di semplificazione dei rapporti di interlocuzione, un ruolo importante per quanto attiene le iniziative volte alla tutela della salute dei cittadini che hanno terminato il loro periodo lavorativo.
(Il Protocollo, che è recepito in atto ufficiale (Delibera della Giunta Regionale Toscana n. 1034 del 6 -. 12 - 20109), riconosce al Cupla “in quanto coordinatore delle organizzazioni dei pensionati”, quindi specificatamente e singolarmente alle nostre Organizzazioni, un ruolo importante di iniziativa volta alla tutela della salute dei cittadini…. E’ una carta di credito davvero spendibile nei confronti delle amministrazioni locali, anche le più restie).
Nel corso della precedente legislatura la Regione Toscana e le Associazioni del Coordinamento hanno concretizzato, attraverso specifici protocolli di intesa, azioni di collaborazione in ambiti strategici per la salute dei cittadini toscani e per i pensionati ed in particolare per quanto attiene la riabilitazione, l’Attività Fisica Adattata e la gestione del fondo per la non autosufficienza, nonché specifiche consultazioni per la predisposizione del Piano Socio Sanitario, delle norme che disciplinano le Società della Salute e per la Legge della non autosufficienza.
La Regione Toscana e le associazioni dei pensionati che fanno riferimento al Cupla valutano che l’attività svolta ha prodotto effetti positivi per le comunità toscane favorendo, nel rispetto delle reciproche competenze, l’attuazione dei programmi di lavoro concordati e garantendo attraverso la collaborazione al livello regionale e territoriale la soluzione a problemi specifici, l’attuazioni di attività e in generale la coesione sociale.
(Se il primo paragrafo poteva costituire un riconoscimento di solo principio, con questi secondo e terzo passaggio la Regione riempie il “principio” di contenuti, ed attesta in concreto la funzione ed il contributo delle nostre Organizzazioni nella attività programmatica, organizzativa e financo legislativa della Regione; un attestato di ”funzione” che ci parifica a tutti gli effetti - ove ce ne fosse bisogno - ai Sindacati dei dipendenti su materie che storicamente “erano solo di loro competenza”).
Alla luce di questa comune e positiva valutazione si ritiene utile, in avvio di legislatura, rinnovare il patto di collaborazione attraverso la stipula di un nuovo protocollo di intesa che attualizzando i temi di interesse comune, definisca un quadro generale degli ambiti di collaborazione, delle modalità per perseguire quanto concordato definendo al contempo una strutturata modalità di relazione.
(La nuova Amministrazione, dichiaratamente in conseguenza dei positivi risultati, intende “andare avanti”, attualizzando il vecchio protocollo e “strutturando” le modalità di relazione per renderle più concrete).
Il protocollo di intesa è ritenuto utile anche alla luce delle difficoltà economiche che il nostro Paese e la Toscana stanno attraversando per rafforzare la rete solidale delle componenti economiche e sociali al fine di ridurre al minimo eventuali effetti negativi della crisi evitando che essi si ripercuotano in maniera pesante sulle fasce di popolazione più deboli e che necessitano di maggiore tutela sanitaria e sociale.
Al contempo il protocollo di intesa deve condividere obiettivi di salute che utilizzando tutti gli strumenti a disposizione garantiscano un accesso facilitato ai servizi, lo sviluppo di servizi innovativi, una informazione adeguata e una comunicazione mirata alle esigenze.
(Il sindacato, quindi, è riconosciuto anche come possibile strumento per garantire un accesso facilitato ai servizi, per il loro sviluppo; è riconosciuto, inoltre, quale strumento di informazione “adeguata” e di comunicazione “mirata alle esigenze”.
Più sotto leggeremo la specifica che, insieme al Sindacato pensionati, si intendono anche le loro Organizzazioni di riferimento e relativi servizi).
A Tal fine l’Assessorato Diritti alla Salute della regione Toscana e le associazioni dei pensionati che fanno riferimento al Cupla a partire dal presente atto di indirizzo si impegnano a definire, in tempi brevi, un nuovo Protocollo di Intesa che tracci per il tempo di durata della legislatura la cornice del lavoro comune a partire da:
(da considerare la definizione di “lavoro comune”)
·Consultazione e coinvolgimento sui principali atti strategici di interesse specifico con particolare attenzione alla fase di definizione del nuovo Piano Socio Sanitario Integrato Regionale;
·Sviluppo e diffusione delle buone pratiche di salute in particolare per quanto attiene ai corretti stili di vita, all’attività fisica adattata, alle profilassi vaccinali ecc.,
(Qui siamo alle intese locali (sempre da stipulare in forma protocollare) per attività gestibili da noi: riunioni tematiche dei Soci (anziani e non); informazione sui nostri giornali, ecc).
·Sviluppo della partecipazione delle Associazioni dei pensionati del lavoro autonomo e delle loro organizzazioni di riferimento alla vita delle Società della Salute in particolare per quanto attiene alla loro presenza negli organismi partecipativi previsti dalla norma, oltre che alla migliore operatività degli stessi organismi;
(Più chiaro di così! Sia per i pensionati che per gli attivi; questa è “roba” da portare ai Presidenti delle Società della Salute, all’occorenza!).
·Sviluppo della collaborazione per la sanità di iniziativa accrescendo la consapevolezza e capacità del cittadino nella gestione della malattia a partire dai percorsi assistenziali per le patologie croniche;
(Organizzazione di conferenze insieme a relatori/”istruttori” delle Asl; organizzazione di punti di informazione presso il sindacato…., CUP, centri di attivazione della tessera sanitaria. ecc.).
·Sviluppo di azioni che favoriscano la più ampia diffusione ed utilizzo da parte dei cittadini alla carta sanitaria regionale;
(idem, più servizi specifici per l’attivazione della carta. (con la Asl si formano i nostri addetti, si richiede di “coprire le spese”, ecc.)
·Sviluppo della cultura dei diritti dei cittadini nell’accesso ai servizi e al contempo al corretto uso degli stessi nei termini di appropriatezza ed economicità compreso il corretto uso dei farmaci e l’accesso alle prestazioni di diagnosi e cura;
(Idem iniziative di formazione della gente).
·Sviluppo delle consultazioni nell’ambito della gestione del fondo per la non autosufficienza e di altre risorse specifiche che favoriscano un corretto ed equo accesso per i cittadini che usufruiscono dei servizi socio-sanitari;
(Che significa lo sviluppo della partecipazione, anche a “gestire”).
·Sviluppo della collaborazione che favorisca, attraverso gli strumenti già in essere dei sottoscrittori o altri nuovi strumenti, ivi compresi i servizi delle rispettive Organizzazioni di riferimento, la formazione e la comunicazione verso la più ampia platea di cittadini.
(Il sindacato pensionati e le sue Organizzazioni di riferimento quali “organi” del Sistema Sanitario regionale per gli scopi e gli obiettivi indicati nel paragrafo. Naturalmente parlando anche di “risorse necessarie” allo svolgimento di tali funzioni).
Per meglio raggiungere gli obiettivi che le parti concordano saranno attivate tutte le forme possibili per coinvolgere le Aziende USL e le SdS.
(Palese l’impegno della Regione a far sì che il Protocollo non rimanga sulla carta, ma si applichi sul territorio; resta nostro il compito di attivarci su questo).
Al fine di dare continuità agli impegni ed alle azioni concordate, il Protocollo di intesa, definirà le modalità di consultazione periodica tra le parti.
Firenze, dicembre 2010
